venerdì 17 febbraio 2012

Milano la notte dopo natale



 
Sottile come un capello argentato
La falce di luna nascente
Sorride
Al tramonto scarlatto.
Su di lei
Sirio, occhio splendente,
Accende un meraviglioso faro
Nel blu intenso
Dell’alto cielo decembrino.
Milano,
La trafficata,
Laboriosa, nebbiosa, realista e illuminista,
Terrena, imbottita di furbi commercialisti,
Maltrattata da scaltri politicanti, demagoghi,
Profittatori del cuore ancor grande
Della città che nera contro luce
Si staglia a ridosso delle
Rosse nubi occidentali
In una serata limpida
Di quest’inverno
Così pesante di sacrifici
Che i suoi abitanti, ormai d’ogni razza e colore,
Supereranno con testarda volontà.

ANTONIO USLENGHI – Milano - ( 27.12-2011)

3 commenti:

  1. Il senso è la descrizione di Milano più che le stelle, sebbene esse sono contenute come contorno, leggermente fuori tema. L'unica cosa che mi viene da dire è non fare un elenco di aggettivi, non so è spagliato nella forma però suona spezzetata nel leggerla. Sono più belle quando suonano continue.

    Per il resto è originale, da una visione di un dicembre milanese un pò cupo, e secondo me riesce perfettamente nel messaggio. ;-)

    Ps: i miei commenti sono puramente soggettivi e non sono un poeta, quindi dagli il giusto peso.

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  2. Trasmette una sensazione di grande protezione e serenità da parte del cosmo infinito e delle sue magiche luci, limpide e fortissime come solo in inverno si possono notare, nei confronti di una città caotica e non perfetta come è Milano. Il poeta, secondo me, vuole raccontarci del grande romanticismo di Milano accentratrice, che sembra evidenziarsi ed accentuarsi in alcuni momenti particolari, come ad esempio una nottata gelida, limpidissima e splendente.
    Anch'io non sono un poeta, ma sono milanese e queste notti, rare,le conosco bene.

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  3. originale mi sembra il contrasto molto evidente tra la prima parte molto romantica e la seconda parte così cruda. Il nero controluce del tramonto sanguigno da l'idea delle avversità che si vivono in una metropoli quotidianamente, nel malessere che buona parte dei cittadadini sentono strisciare a fior di pelle anche se, nel loro affrettarsi stressante, non sembrano averne sentore, almeno superficialmente. Infine l'ottimismo del riscatto, seppur doloroso che le unite volontà dei milanesi e di coloro qui son venuti, spinti dalla necessità di farsi una vita nuova, riusciranno a realizzare per se stessi e i loro figli.

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