domenica 26 febbraio 2012

Dentro la nave



A lavare la cambusa mi ritrovai,
con secchio e un moccio,
il suolo strofinai.

La sera ad accendere il canderone,
e per la ciurma,
fare un minestrone.

Tagliare patate, pesce e verdure,
e mescolare con forza,
finchè nella pentola erano dure.

Nella mensa poi dovevo andare,
dove i marinai erano ad aspettare,
per mangiare il cibo cucinato,
e risputtarlo se non era prelibato.

Rimproverai il destino,
che non fù ciò che desiderai,
forse ero troppo ragazzino,
e pensando ai miei genitori, mi alcolizzai.

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