domenica 25 dicembre 2011

Collezionisti


Collezionisti di Andrea Leonelli

I tre erano all'imboccatura posteriore della caverna, quella meno nota e più riparata, e probabilmente solo lui, Gwastar il mago, ne conosceva adesso l'esistenza.
L'idea sembrava adesso meno brillante di quando l'avevano elaborata seduti a un tavolo della calda locanda la sera prima, dopo aver mangiato e bevuto.
Con lui c'erano il ladro Kraviel, un infido halfling, abilissimo però nel disinnescare trappole e l'enorme barbaro Grubenvald, che non mollava mai le sue due armi, un pesante martello da guerra e un'ascia bipenne incrostata da chissà quanti strati di sangue delle più disparate creature, In giro si diceva avesse anche ucciso una regina ragno.
La loro missione non era quella di rubare il tesoro del drago bensì andare a raccogliere nella sua tana delle scaglie staccatesi dalla corazza.
le avrebbero usate ognuno per i suoi scopi, ma certamente molto personali: al mago servivano per incantesimi, amuleti e pozioni, al guerriero per potenziare armi e armatura, il ladro ne avrebbe fatto un temibile pugnale d'ombra e un grimaldello a prova d'usura.
Solo per questi motivi avevano deciso di unirsi in una specie di alleanza, utilizzando ognuno le proprie capacità per arrivare al fine ultimo della missione.
Entrarono nello stretto budello davanti il ladro, su cui il mago aveva lanciato l'incantesimo dell'occhio della dea, che evidenziava pericoli, agguati e trabocchetti e aveva incantato i guanti dell'halfling trasformandoli in guanti di destrezza, gli era costato un po', ma non voleva mica morire prima ancora di essere nella tana. Sul barbaro aveva lanciato invece un "Pacifico", per vedere di tenerlo tranquillo, aveva una gran voglia di spaccare e uccidere man adesso bisognava stare tranquilli e attenti e soprattutto silenziosi.
L'occhio della Dea funzionava meravigliosamente, incendiando di colori le trappole che venivano subito prontamente disarmate dal ladro.
In poche ore giunsero sulla soglia della camera principale.
Immobili al limitare dell'enorme camera i tre rimasero allibiti e silenziosi, anche Grubenvald era nervoso, di lui non si poteva dire spaventato. Gwastar lanciò silenziosamente un "non mi vedi, non ci sono" su ognuno di loro e senza far rumore né respirare quasi si misero alla ricerca delle squame del grande drago. Questo dormiva tranquillo sopra al suo tesoro d'oro e altri oggetti preziosi, soprattutto un'infinità di gemme.
Dividendosi, in punta di piedi, iniziarono la perlustrazione.
Il primo a rinvenire qualcosa fu Kraviel, trovò un lungo frammento di scaglia, davvero il suo pugnale già pronto e senza manico. Si perse solo un attimo a contemplarne la leggerezza e la superficie un po' scabrosa apparentemente coperta da incisioni e il bordo, già affilato come un rasoio, avrebbe potuto dirsi soddisfatto. Tornò verso il cunicolo d'uscita.
Quando Grubenwald rivenne una squama enorme, delle perfette misure per diventare la nuova bipenne con solo il bisogno di un manico adatto e una squama tozza quasi piramidale da apporre sulla faccia d’impatto del martello da guerra, poco ci mancò che iniziasse a ballare e cantare per la gioia. Fortunatamente il lungo occhio di Gwastar se ne accorse e lanciò sul barbaro il suo famoso incantesimo "fermo e zitto", poi anche il gigante si rese conto della situazione e raccolti i suoi tesori si avviò ad aspettare il mago che sembrava non trovasse ciò che cercava. Il mago alla fine trovò ciò che cercava, scagli piccole, giovani ma già cadute, che incarnavano il pino potere del drago, ne raccolse alcune mettendole nella sacca di pelle che teneva alla cintola e cautamente si apprestò a raggiungere gli altri.
“Cosa credete di fare voi?”
Come un boato la domanda rimbombò sulle pareti della caverna annichilendo i tre. Gwastar si volse dopo aver fissato i visi mortalmente pallidi dei due compari. Il drago, silenzioso come la morte si era svegliato e li stava fissando minaccioso spandendo intorno il suo potente sguardo ipnotico che pietrificava chiunque.
“Siete anche voi venuti a predare le mie magiche squame. Ora in cambio delle vostre inutili e stupide vite pretendo la cose che maggiormente avete di valore! Da te mago voglio il tuo libro di incantesimi e le tue pergamene: Guerriero, le tu armi, entrambe. Ladro lascia a terra guanti e grimaldelli”. I tre, terrorizzati e ammaliati non poterono che obbedire, poi furono fatti uscire con l’ordine di non presentarsi mai più nelle vicinanze della grotta, pena la morte immediata adesso che conosceva i loro odori e il loro aspetto.
Una volta usciti, prese le cose lasciate e le mise nella sua collezione, dicendo:
“25 libri d’incantesimi, 4 mazze e 12 asce, 88 grimaldelli e il pezzo migliore da un pezzo, guanti di destrezza incantati, un buon colpo per 5 minuti di lavoro. Spero domani arrivi qualcun altro, devo battere le collezione di Rafigel, il drago del mare…”

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8 commenti:

  1. Finale divertente ed ironico. Da riconsiderare però la forma del testo. Usare meglio la punteggiatura per evitare discontinuità nelle frasi.

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  2. Questo è il racconto che più mi ha fatto sorridere :)

    Inutile dire poi che quel drago magari, dal carattere un po bizzarro, ha tutta la mia simpatia ^^

    Cristina (BE76)

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  3. PREMESSA: le mie critiche vogliono sempre e comunque essere costruttive per imparare dai propri errori. Non sono un professore e non voglio insegnare niente a nessuno, semplicemente mi piace confrontarmi con altri scrittori e imparare sempre cose nuove. Il mio giudizio potrà sembrare troppo categorico o addirittura un atteggiamento superbo da parte mia. Vi prego di non prenderlo in quel senso.

    SVILUPPO DEI PERIODI: Troppo lunghi, aggrovigliati, frettolosi e spesso mal punteggiati. A volte compaiono anche parole infilate tra le frasi sena apparenter motivo. Si nota subito che è stato buttato giù con molta fretta. (-1)
    NARRAZIONE: Il "raccontare" è lungamente preferito al "mostrare", cosa che va contro le regole di "show don't tell2 alla base della scrittura artistica. Troppi particolari superflui e generali, poco utili alla storia in se e narrati frettolosamente.(-1)
    TRAMA: Simpatico l'aneddoto finale del drago. (+1) Il resto della narrazione è noioso, scontato e lineare come una partita di D&D tra principianti. La coerenza poi è al limite: se nella caverna ci abita solo il drago perché ci sono trappole? Io non ce lo vedo il drago che si mette a piazzare trappole con quegli artiglietti enormi che si ritrova. Sono trappole magiche? Ma il drago lascia intendere alla fine che ha visite di continuo quindi le trappole si riformano ogni giorno? E poi: "25 libri d’incantesimi, 4 mazze e 12 asce, 88 grimaldelli e il pezzo migliore da un pezzo, guanti di destrezza incantati, un buon colpo per 5 minuti di lavoro" Davvero il mago si portava addosso 25 libri degli incantesimi e il guerriero 4 mazze e 12 asce? Erano facchini, non avventurieri...(-1)
    TOTALE: Scarso (-1)

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  4. Le critiche sono benvenute, ricordo solo di cliccare sui quadrattini per dare il voto perchè sarebbe come non votare ;-)

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  5. Il pezzo dell' "Occhio della dea" l'ho trovato davvero molto simpatico e l'ho gradito, anche se nel mio romanzo è un'altra cosa. Però l'ho apprezzato.
    Il tema è centrato alla grande, sembra l'avventura di una partita di D&D ricostruita perfettamente. E' perfettamente coerente col tema, leggermente troppo lineare la narrazione, non da quei colpi scena tipico di un genere avventuroso o del drago che è un pezzo drammatico del racconto.

    Non descrivere solo le azioni, descrivi anche gli stati d'animo dei personaggi e falli parlare tra loro, ti garantisco che la narrazione ravviva parecchio ;-)

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  6. Hai ragione non mi sono ricordato -.-"
    Provvedo subito.

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  7. Ringrazio tutti!
    sia quelli a cui è piacituo sia
    Michael per la precisa analisi...
    Grazie davvero, in effetti è stato scritto in fretta e di getto, riguardandoci poi poco...
    me ne scuso...
    i 25 libri erano la somma del libro del mago di questo racconto e degli altri 24 maghi dei racconti non raccontati...

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  8. Ciao Andrea. Se i 25 libri erano la somma di altri furti (cosa che per altro avevo dedotto) allora la frase "25 libri d’incantesimi, 4 mazze e 12 asce, 88 grimaldelli e il pezzo migliore da un pezzo, guanti di destrezza incantati, un buon colpo per 5 minuti di lavoro" è inesatta perché lascia intendere che l'elenco iniziale sia interamente correlato a quei "5 minuti di lavoro". ;)

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