domenica 20 novembre 2011

Isabella Russo

Parlare di lei è come parlare di arte...

Biografia: Isabella Russo nasce a Milano il 04/03/1984. Laureata in fisica mostra sin da piccola propensione alla poesia. Oggi insegna matematica alle superiori ma la sua passione resta la poesia che non ha bisogno di presentazioni. Un autrice veramente in gamba.

 


Vi voglio presentare alcune delle sue opere...
Credetemi, ne vale la pena.

Arkavarez

Ti rimarrà di me



Ti rimarrà di me il ricordo,
l'abbraccio fraterno,
l'immagine ringiovanita e a tratti sopita
nell'essenza.
Ti rimarrà di me il rimpianto
delle gioie perdute,
il dolore
che il passare del tempo
rinnova incessante.
Ti rimarrà di me il frammento,
il pezzo di cielo,
di terra;
la Vita Rinnnegata e Omicida.
I.R.

Incompiuto 


Come un ape va verso le fronde
e sugge il nettare dell'oblio,
come un fulmine riflesso negli occhi degli amanti,
come arrossa il sole, arancia, nei tramonti.
E la notte, com'è bella,
bianca nei cespugli d'ombra, nelle nebbie.
Le foglie sono foggiate in valli, creste, crepe.
E sussurri d'uomini in cerca d'aria,
bianche distese e volti antichi
simili a pietre che la pioggia scava.


Canto d'amore 

Risalta il cielo,
nubi di contrasto.
In fondo al borgo
si apre un varco.
è un piccolo porto,
clamore d'inverno.
Lui vedo in ombra,
onda di tristezza;

Lontano, ignoto
come un segreto stanco.
Cantano madri,
vuota è la mia mano.
Cantano poeti
segreti lontani.
Nenia d'amore, nenia
di dolore;
che tutto intorno a lui
era già arcano
e ancor ricordo,
ancor più strano.
Sogno d'estate,
sogno di giovinezza,
chi mai ti inseguì
con avida gioia?

Tutta ha un suo posto
e se la mia voce è stanca
amore canta,
amore mio incanta
Ora sai che t'amo.
Se solo i tuoi giorni
fossero i miei.

Carne della mia carne,
attesa infinita di pace.
Sola come un viandante
che cerca la via;
la chiave è sul fondo.
E venne la stolta
quanto arcana sorte.
Solo fra canti,
ascese le nubi,
mura erte e selvagge,
antichi porti.

Frammenti D'amore




Non potrò amarti
se non nel dolore
perchè quello che
cerco in te è
l'illusione del tempo.
Sei vago e lontano amore
ideale, sei l'ultimo
scoglio del mio
cuore fremente.

Ove la notte si accosta
alla sua luce,
la tenerezza dell'alba
ormai si accinge;
di ignote vesti è nudo
il suolo e l'aria.
Ode la pace la sua quiete
d'ombra,
afono è il sordo attimo del pianto.

Risuona l'eco delle tue campane,
e i rintocchi fanno male;
non ci sei nelle speranze
antiche,
come ti sentivo
in un alito di vento.

E scendevano a valle,
al chiudersi del giorno
domentichi del loro passato;
diamanti di purezza indurita.
Portavano i loro sogni
alla deriva, nella
solitudine che viene
dalla notte.


Dolce è il tuo sonno,
castello d'incanto.
La voce del vento d'estate
culla il tuo sonno.
Balia del sogno segreto
ammalia l'anima mia.


Sei il senso dei giorni perduti,
l'incanto di di questa città dagli echi
lontani e sommessi
sei musa di un canto ormai
spento di un pianto
eterno e silente.

 

Isabella Russo.


Contatto Facebook: Isabella Russo


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