domenica 16 ottobre 2011

Barbara Risoli

Canto a Nessuno

Lo rammento bene
L’uomo che sfidava gli dei,
legato all’albero come un condannato
che condanna volle per sé
perché le catene della mente
eran per lui
più gravose della corda a ferire la pelle.

Gridava come un folle
L’uomo che folle non è mai potuto essere,
colui che solcava mari in tempesta
inviso a dio potente dal tridente funesto,
in balia di venti avversi
che ne han fatto vacillare la fama
fallendo l’intento.

Poi si placava ansimante
L’uomo eroe nei secoli
E ci ascoltava, ci sentiva,
Il cuore a fremere di desiderio e umana curiosità,
fragile nella possenza di un aspetto invitante,
occhio bruno allagato di languore,
vago sorriso su labbra aride
dalle forti sentenze.

Lo guardai
L’uomo che non ho saputo dimenticare,
tra coloro che mi eran sorelle,
figlie di sangue di fiume,
eravamo lì a cercar di strappare
quello spirto all’umana stirpe
per farlo giungere laddove Caronte attende.
Differenti eran le mie compagne
Dalla voce più allettante della mia.
Smisi or dunque di torturare
Quell’anima impavida
Che pianse per noi,
che chiese pietà agli osteggiati dei,
che scalciò come asino imbizzarrito,
che sanguinò al laccio stretto
che si stringeva a ogni sobbalzo.

Lo guardai e lo amai,
quel mortale dai mille lidi,
passò la nave lenta, i remi veloci inutilmente
mossi da braccia impaurite di uomini sordi.
Superò il mio confine
La nave di colui che non ho dimenticato
E guardai il fuggire di pavidi guerrieri
Che tutto combattevano
Ma non l’amore.

Son passati anni, i vostri millenni,
di lui ancora raccontate e guardate strane immagini in movimento.
Io son ancora qui, sul mio scoglio,
ad attendere colui che mi rubò il cuore,
a rammentare l’abisso del suo sguardo
più profondo del mio mare,
ad ascoltare l’eco distante delle sue suppliche
e poi l’urlo suo di trionfo
perché unico al mondo
ad aver goduto della melodia delle sirene.
Son passati millenni da quel giorno
E da quel giorno non canto più
Per alcuno,
perché alcuno è degno del mio canto,
perché alcuno ha diritto al mio abbraccio di morte
nell’ultimo spasimo dell’amore.

Per Nessuno un giorno canterò ancora,
quando Nessuno, se ancora lambisce i lidi della terra,
tornerà a costeggiar questa costa
lo riconoscerò ed il mio canto, solo allora,
spezzerà i lacci che una volta non ho saputo spezzare.

19 commenti:

  1. In poche parole direi un poema "impressionante!", a leggerla viene quasi voglia di chiedere il continuo ;-)

    RispondiElimina
  2. Non ho commenti...solo una certa ammirazione. :-)
    Complimenti!

    RispondiElimina
  3. Che bella! Complimenti Barbara!:)
    (Artemisia)

    RispondiElimina
  4. Bellissima, un poema che mi riporta ai tempi di scuola (purtroppo!)

    RispondiElimina
  5. Io ringrazio per questi commenti davvero eccezionali. Si può?

    Risoli

    RispondiElimina
  6. Soltanto la lughezza la penalizza un po'

    RispondiElimina
  7. Mi domando chi abbia potuto votare con scarso!!!
    Lara

    RispondiElimina
  8. Ho messo un commento anonimo a tutti, non mi andava di fare la saccentona, ma leggendo qui preferisco informare che sono stati solo commenti positivi. Brutta bestia la competitività!!! Divertitevi...siamo qui per questo ed eventualmente per imparare e migliorare.
    Per quanto bravi ed impegnati siano i partecipanti, non si è qui per vincere la nomina di miglior poeta a livello nazio o internazionale, e anche se fosse è necessaria l'umiltà. Rilassatevi...ché l'Ego non ci regalerà un mondo migliore, mentre l'animo di un vero poeta è proprio ciò a cui aspira.

    Lara La Barbera

    P.S. Ripeterò questo post ovunque, sul blog, perché questo è proprio qualcosa che tengo a dire!!! Grazie a tutti per essere in questo simpaticissimo spazio creativo (piuttosto che distruttivo).
    <3 Cuoricino :-)

    RispondiElimina
  9. Condivido pienamente le parole di Lara La Barbera, che conosco in questa occasione con piacere. Ma certo, questa iniziativa vuole essere un motivo di incontro e divertimento 'impegnato', nel senso che si dà libero sfogo a ciò che si chiede attenendoci a un soggetto proposto. Non comprendo la necessità di chiarirlo, ma io son distratta di mio... ma sottoscrivo le parole di Lara, lo ripeto. BUON DIVERTIMENTO, DAI!

    Risoli

    RispondiElimina
  10. Drammaticamente intensa,molto bella

    RispondiElimina
  11. La medesima impressione che ho avuto per Stefano. Il tuo narrante emerge maggiormente di minor poesia, e compendiosa fantasia descrittiva. Complimenti amica mia, ottima l'immagine della tua solitudine interiore che ricerca in te stessa un compimento supremo, nella miserabilità della leggerezza "dell'essere umani". Trovo inoltre una indicativa descrizione della tua rappresentazione individuale dell'amore, che inevitabilmente ti porterà nella ricerca estrema di te stessa.In ogni caso e senza un'ulteriore dilungarmi: affina le tue capacità narrative.Un saluto di cuore e un bacio.

    RispondiElimina
  12. Ciao Barbara, ottimo lavoro, una lirica perfetta nonostante la lunghezza.
    Maria Antonietta Di Pasquale

    RispondiElimina
  13. Molto bella, leggendola ho avuto l'impressione che la situazione fosse reale, le parole ti entrano sottopelle. Complimenti...Marcella.

    RispondiElimina
  14. leggendola ho vissuto l'avventura...di marinaio...
    bella,io continuerei facendola divetare un romanzo.
    ps.a chi ha votato con scarso,pur rispettandone la libertà di giudizio,dico...leggi topolino!!!
    Armando.

    RispondiElimina
  15. Barbara Risoli è bravissima sopratutto come scrittrice di romanzi. Ho la sua rencensione nello spazio "recensioni" e di recente è stata in radio (trovate la notizia nella mia pagina di facebook "Occhio della dea"). E' una scrittrice a livello nazionale e sto leggendo in questi giorni uno dei suoi romanzi.

    Davvero molto in gamba.

    RispondiElimina
  16. Eeeehhh! Andiamoci piano con 'a livello nazionale', via!

    Grazie davvero per questi commenti lusinghieri, sinceramente non me li aspettavo.

    Risoli

    RispondiElimina
  17. una persona squisita
    forse a volte stranita
    senz'altro creativa
    magari anche bella
    sensibilmente profonda
    mai giubile sino in fondo
    lineare
    certezza.

    Maurizio Masiero

    RispondiElimina
  18. Leggo ora e... ringrazio maurizio per questo commento che mi fa presumere che mi conosca in rete. Sbaglio?

    RispondiElimina