venerdì 23 settembre 2011

Massimo R.

Sull’isola di Massimo Rozzi.

Già guardando la scia dietro,
quasi la sensazione di staccarsi
dal mondo che rimane fermo.
Poi la traversata, il sogno,
mascherato da crociera per gustare
di una vacanza nel viaggio.

Si sogna quei marinai antichi
alla scoperta di terre che
davano quel senso di avventura.
Infine la spiaggia, quei giorni
che suonano la nostalgia della
certezza che il giro ritorna.

Nessuna sensazione al proseguimento, 
sai, che prima o poi arrivi
dove la macchina è partita.
Rimane sempre quella barriera, mare,
che chiude ogni segreto sogno,
di infinita libertà di scoperta.

2 commenti:

  1. Ricerca ciò che vuoi narrare, nella tua interiorità, non ti dilungare allontanandoti dal tuo sunto iniziale.

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  2. Quest'opera ogni volta che la leggo è un increbile canto di parole, che racchiude in se tantissime cose.. Massimo ha pienamente "incorporato" la sensazione del mare. Stiamo in spiaggia a vedere le onde e ci perdiamo in sogni e in pensieri caotici che non hanno ne senso, ne ordine. L'opera è estramente nostalgica, richiama un antico passato, forse cerca di ricordare che un tempo ogni popolo per propagarsi si è avventurato nel mare.

    E' fra l'altro l'unico poeta maschio del concorso, da parte mia ha una sincera ammirazione! Forza massimo!

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