giovedì 29 settembre 2011

Andrea Mohìa


Memorie romantiche di un naufrago:
Robinson Crousoe.

Ricordo una donna. Era fatta di sabbia,
sembrava non finire il suo abbraccio
tanto era grande ai miei occhi.
Accanto a lei si arenavano i toni 
levigati d’azzurro verde e corallo
le pietre morbidamente immerse … 

trovai anche i raggi del sole:
adagiati nel fondale come lingotti d’oro.
Un giorno bevvi controvoglia un sorso d’azzurrità nera
affondava come una lama tra i miei capelli che fluttuavano
mentre io persi i sensi nello scacco dell’oceano.
In quell’attimo vidi il mio destino. 

Mi apparvero lontani:
gli abiti d’organza delle donne che amai e i miei compagni,
petali rosso grondante
sparsi in un silenzio tombale e noncurante.
Piombò un presente fatto di onde, 
che emetteva fiati echeggianti nelle grotte …
… ci faceva così paura, non se ne andava mai, mai davvero.
Ricordo una donna, aveva palme e noci di cocco per seni
( il candido siero che ne bevvi)

Cangiavi i suoi veli di sabbia fine, d’oro di giorno,
argentati di notte … 
erano così meravigliosi.
Posavo sul suo lungomare come un colombo 
posa le uova dei suoi piccoli,
su un vaso di terra umida. 

Io per anni deposi lì le mie radici.
Il giorno mi svegliava il mare
I ricordi riemersero come dolci terrori. 
Allora la odiavo con tutto me stesso.
Amata e odiata l’isola, fu la donna che segnò il mio avvenire
mi sostenne come un relitto le speranze e i sogni
mentre gli abiti d’organza e le donne 
che amai erano così lontani.

venerdì 23 settembre 2011

Cristina BlackEagle76

Poster Azzurro

Poche emozioni a dire il vero
Sarà triste dirlo, ma questo è il mio pensiero
Non che il mio cuore non sappia apprezzare
un elemento bello come il mare

Un oceano lontano in un immagine non dimenticata
Mi ricorda il paradiso accanto alla mia vita rinnovata...

Un ricordo lontano, una presenza ancora vicina
Una volta era un poster nella mia stanza di ragazzina
Il suo colore così azzurro in quelle pareti un tempo bianche
Ancora celate da ogni quadro, attaccato da mani adesso stanche

Quel colore mi piaceva: un immenso blu, ora chiaro ora scuro
La trasparenza di quell'acqua, dietro la palma su di un muro
C'era anche una capanna in quella grande foto
Che la mia fantasia spesso aveva messo in moto

Voglia di andare, voglia di restare
Voglia di fuggire e non voler più ritornare
Troppe volte l'ho pensato
Soffrendo in quel triste passato
Non vedevo la fortuna che avevo di fronte
credendo che la pace sarebbe stata la mia morte

Adesso che son felice fin dalla mattina
Vedo gli stessi colori in ogni spiaggia a me vicina

Quel poster tengo ancora, seppure raggrinzito
Decora adesso un piccolo e bianco ufficio...


Massimo R.

Sull’isola di Massimo Rozzi.

Già guardando la scia dietro,
quasi la sensazione di staccarsi
dal mondo che rimane fermo.
Poi la traversata, il sogno,
mascherato da crociera per gustare
di una vacanza nel viaggio.

Si sogna quei marinai antichi
alla scoperta di terre che
davano quel senso di avventura.
Infine la spiaggia, quei giorni
che suonano la nostalgia della
certezza che il giro ritorna.

Nessuna sensazione al proseguimento, 
sai, che prima o poi arrivi
dove la macchina è partita.
Rimane sempre quella barriera, mare,
che chiude ogni segreto sogno,
di infinita libertà di scoperta.

giovedì 22 settembre 2011

Navi dell'epoca

Le navi dell'epoca del 1600 circa sono a propulsione a vela, in genere le navi di questo tipo vengono chiamate Velieri. Esistono vari tipi di velieri e ciò dipende dalla disposizione delle vele proporzionate alla nave stessa, le vele sono spiegate sull'alberatura e grazie al vento ottengono il moto della nave. Quindi le differenze sostanziali tra un veliero e un altro sta nel numero degli alberi e la sua velatura, il che corrisponde a come sono attrezzati.

BRIGANTINO

Il brigantino è uno snello veliero, maneggevole e di dimensioni contenute, dotato di due alberi, quello prodiero armato con vele quadre, con una stazza lorda che va dalle 100 alle 300 tonnellate. Può avere un terzo albero a poppa, armato con vele auriche, nel qual caso prende il nome di "brigantino a palo". Se invece ne ha soltanto due, di cui quello prodiero con vele quadre e l'altro con vele auriche, prende il nome di "brigantino goletta", se ambedue gli alberi sono armati esclusivamente con vele quadre prende il nome di "brigantino velacciere", mentre nel '400 e nel primo '500 esistevano delle piccole galere, dotate di due alberi a vele latine e 12-18 remi sempolici, note come brigantini. Il termine è di origine italiana (derivato da brigante, nella sua espressione originaria di componente una brigata, cioè gruppo di più persone da cui il termine). Infatti nel '400 e nel '500 il brigantino a vele latine era utilizzato frequentemente come unità per la guerra di corsa e la pirateria. Il brigantino era utilizzato principalmente come cargo o nave da scorta.

CARAVELLA 

La caravella fu un tipo di nave in legno, introdotta nel 1441 dai portoghesi a Lisbona. Era più piccola della caracca, ma più robusta e veloce. Rimase in uso per tutto il XV secolo, e diede un grande impulso alla navigazione di quell'epoca. Era attrezzata con due o tre alberi dotati di vele quadre (caravella redonda) e/o vele triangolari (caravella latina). Era molto adatta ai viaggi di lunga durata, grazie alla sua solidità e manovrabilità. I primi modelli di caravelle avevano una stazza di circa 60 tonnellate, ma in seguito furono realizzati modelli fino a 150 tonnellate.

GALEONE
Il galeone è un poderoso veliero da guerra progettato per affrontare la navigazione oceanica, molto diffuso nel XVI e XVII secolo. Il nome "galeone" appare per la prima volta negli "annali genovesi" del XII secolo, dove si intendeva una galea minore, spinta da 60 - 80 remi utilizzata come avanscoperta della flotta. Il galeone vero e proprio nacque nel corso del XVI secolo come evoluzione della galea appunto, allo scopo di unire la grande maneggevolezza di quest'ultima a doti di robustezza necessarie alla navigazione oceanica. Rispetto alla caracca, il galeone aveva dimensioni maggiori, in genere lunghezza tripla rispetto alla larghezza, la quale era doppia rispetto all'altezza. Il rostro di prua, detto bompresso, perdeva la funzione offensiva che aveva acquisito con la galea, diventando il supporto dell'albero di bompresso, l'albero diagonale rispetto alla linea dello scafo ed ospitante solitamente una sola vela, detta civada, oppure una seconda vela sistemata su un prolungamento verticale dell'albero, detta controcivada.



mercoledì 21 settembre 2011

Connie

CUORE RIBELLE di Connie Furnari

Un cuore ribelle
conosce oceani tempestosi,
onde corvine che si scontrano
con violenza selvaggia.

Un cuore ribelle
conosce oceani sereni,
trasparente tappeto profondo
tra azzurri e bianchi di luna.

Questo è l’oceano
che lotta dentro il mio animo,
indeciso tra rancore e amore.


martedì 20 settembre 2011

Laura P.

L'isola tropicale

Cristallino mare...
trasparente acqua
mi bagna le gambe,
sdraiata sulla morbida spiaggia
dalle perline bianche e d'oro...
Sento il sole caldo che batte su me,
il fresco delle palme,
che coprono, fra grandi e verdi foglie,
i raggi d'un sole tropicale.
E ricordo...
i mari con le loro onde leggere
che mi accarezzavano
i sogni ed i pensieri d'un tempo...
Ora che son qui a...
ricordare...il tempo
sull'isola tropicale

giovedì 15 settembre 2011

Myrian Gonzalez Britos

Un mare fra noi…

Anche nella enorme distanza tra noi,
quando chiudo i miei occhi
ti posso sentire vicino a me.

Sento questa malinconia dentro me che mi uccide
completamente, ma come faccio a dimenticarti?
Il mio amore verso di te è infinito
come il mare che divide nostro cuore.

Anche se non conosco i tuoi pensiero verso di me,
Quando chiudo i miei occhi e ti ricordo
batte dentro di me il tuo cuore
Perchè il nostro cuore è uno solo.

Il mare tra noi anche se è enorme
non ha rovinato la storia scritta per Dio

Tra noi esiste il mare
che difficoltà vivere l'emozione di un semplice sguardo
Ma quando chiudo i miei occhi posso anche sentire i tuoi baci
che mi riempiono di emozione veri ,
che non ho vissuto e voglio viverli per te

Quando chiudo i miei occhi posso vivere con te questo amore
che invece di diminuire
mi cresce dentro il cuore
batte forte
quando immagina te vicino a me..

Mai ti ho visto in persona,
mai ho sentito la tua pelle,
mai ho sentito tuo abbraccio,
mai ho provato il dolce sapore delle tue labbra,
mai ti ho amato veramente
perchè tra noi esiste il mare

Ma quando chiudo i miei occhi e ti porto con me
neanche il mare può impedire che mio cuore e il tuo si incontrano x amarci come mai hanno amato prima..

perchè quando chiudo i miei occhi posso averti qui con me
e posso amarti senza avere paura di perderti
per pochi secondi dimenticare che tra noi esiste il mare.

Lara La Barbera

OH SI -LA

È sentirsi profondamente a casa,
a cielo aperto.
Da prigioni di cemento, evasa,
ti ho poi scoperto.
Come una madre nutre e culla
il suo bambino,
così tu, sola nell’apparente nulla,
sei il mio giardino.
E all’immensa distesa che ci circonda
che nome dare?
Sia chiara o scura, in pace o in onda
è oceano o mare.
Ma oltre il limite della mia mente
c’è il contatto divino,
il suo nome è acqua, un essere vivente...
il volo libero di ogni delfino.

mercoledì 14 settembre 2011

Forum

 

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